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    October 26

    Auguri Loza


    Ti penso tanto Amore mio..
    Oggi farai il tuo primo passo nella costruzione della tua vita,
    ed io purtroppo non potrò esserti vicina.
    Non potrò condividere con te questo momento;
    Non potrò recitare con te la Fatha;
    Non potrò appoggiarti nè consigliarti;
    Non potrò baciarti nè coccolarti;
    Il mio cuore si stringe, per egoismo, all'idea di pensarti senza me..
    La Tua dolce metà, la metà con la quale hai combinato di tutto,
    oggi non potrà essere lì,
    non potrà stringerti la mano nè esultare..
    Sappi però che il mio spirito ti volteggerà attorno
    e che il mio pensiero apparterrà solo a TE.

    Rabbena yetammemlokom 3ala kheir ya rab...


    20 ottobre 2007 Brescia - Mobilitazione nazionale per la libertà e i diritti dei migranti

    Per la libertà e i diritti dei migranti avrà luogo una mobilitazione nazionale sabato 27 ottobre a Brescia.
    La legge Bossi-Fini è ancora in vigore e non sembra ci sia la volontà di abrogarla, nemmeno di superare gli aspetti più razzisti che continuano a provocare il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei migranti. Abbiamo sentito nell’ultimo anno tante promesse, nessuna si è tradotta in realtà. Nei fatti non abbiamo visto alcuna discontinuità con i governi precedenti. Anzi abbiamo assistito ad un aumento di episodi razzisti di una gravità allarmante: amministratori locali che incitano la popolazione a cacciare rom e migranti. I migranti non sono considerati persone, soggetti che vogliono affermare i propri diritti sociali e politici, ma donne e uomini da usare nelle fabbriche, nel commercio, nelle cooperative come forza lavoro precaria e sottopagata. Da quasi due anni i migranti e le loro famiglie sono costretti a pagare centinaia di euro per ogni rinnovo del permesso di soggiorno. Gran parte di questi soldi vanno alle Poste Italiane senza che forniscano un servizio e un’assistenza adeguati. L’accordo tra lo Stato e le Poste si è rivelato solo un grande affare per le Poste e le casse dello Stato, un ulteriore costo per i migranti e un notevole allungamento dei tempi per rinnovare i permessi di soggiorno. Bisogna trasferire tutte le pratiche dalle questure e dalle Poste agli enti locali, comuni e circoscrizioni, in modo che i migranti non siano più costretti a fare umilianti code davanti agli sportelli e perché finalmente i permessi di soggiorno siano una normale certificazione amministrativa. Il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro continua ad essere il principale motivo della precarietà dei migranti oltre che rappresentare un costo economico e sociale eccessivo per i migranti: basti pensare che per lavorare i migranti devono avere una casa idonea con tanto di certificazione a norma degli impianti idraulico e elettrico.
    La diffusione dei cosiddetti regolamenti e patti sulla sicurezza sta alimentando un clima sociale ostile nei confronti dei migranti. I CPT continuano a essere aperti e svolgere la loro funzione repressiva e di controllo della libertà dei migranti.
    É necessaria una nuova sanatoria, base di partenza per l’introduzione della regolarizzazione permanente, di tutti i migranti presenti sul territorio.
    E venuto il momento che i migranti e gli antirazzisti riprendano la parola e si mobilitino in prima persona in due scadenze nazionali: il 27 ottobre a Brescia e il 28 ottobre a Roma.

    Sabato 27 ottobre ore 15.00
    piazza della Loggia – Brescia

    per l’abrogazione del protocollo di intesa con Poste Italiane basta dare i soldi alle poste per i permessi di soggiorno.
    per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro, fonte di precarietà e di ricatto sui luoghi di lavoro.
    per la chiusura definitiva dei Centri di Permanenza Temporanea (CPT) in cui continuano ad essere rinchiusi i migranti che non hanno commesso alcun reato. No ai regolamenti e ai patti sulla sicurezza che colpiscono i migranti e alimentano il razzismo
    per la sanatoria e la regolarizzazione permanente di tutti/e i/le migranti presenti sul territorio
    per l' abrogazione della Bossi-Fini
    per il rimborso dei contributi pagati per chi rientra definitivamente nel proprio paese

    Prime Adesioni
    Associazione Diritti per tutti (Immigrati in lotta), Coordinamento Immigrati Cgil Brescia e Provincia, Forum delle Associazioni degli Immigrati, Associazione Multietnica Castegnato, Centro islamico Vobarno e Valle Sabbia, Associazione islamica Mohammadiah, Associazione Sri Lanka-Italia, Tavolo Migranti ,Centro sociale Magazzino 47, Radio Onda d’Urto, Centro sociale 28 maggio SdL Intercategoriale, Centro islamico Bresciano, Confederazione Cobas, Associazione Sinistra Critica, Circolo Fai-Arci, Associazione Italia – Bangladesh, Giovani Comunisti Brescia, Associazione Il Maghreb, Associazione Essalam, Associazione Immigrati Franciacorta, Centro Islamico di Sarezzo, Coordinamento Immigrati Bergamo, Coordinamento Migranti Bologna, Gruppo Migranti Torino, Rete Cittadini di Fatto Milano, Laboratorio antirazzista L’Incontro La Spezia, Coordinamento Migranti Vicenza.
    October 25

    (Robert B. Dilts)

    " Maestro non è colui che sa già le risposte e possiede le soluzioni,

    ma chi è in grado di porre domande utili per indirizzare il processo di apprendimento"

    October 24

    E` Permesso?

    “In questa terra, non conta l`individuo in quanto tale, bensì il documento di identità che egli possiede”.

     

    Con questa frase, padre Raed, parroco di Taybeh (vicino a Ramallah), ci ha coinvolti oggi in una importante riflessione, sulla possibilita` per tutte le persone di esercitare le liberta` piu` semplici. Noi citiamo spesso un detto della Bibbia: “chiedete e vi sara` dato”.

    Ci viene da sorridere ascoltando queste parole, perche` siamo consapevoli che ogni nostra richiesta difficilmente sara` rifiutata e nessun nostro diritto fondamentale in alcun modo verra` negato. Purtroppo pero`la pesantissima realta` che stiamo respirando in Palestina e` quella di un grido straziante che sale da un popolo intero quotidianamente soffocato dalle umiliazioni piu` insopportabili. E` assurdo dover pensare che cio` che per noi e` un diritto umano fondamentale, possa diventare in questa terra l`oggetto di un`insensata richiesta.

     

    L`ingiustizia dell`occupazione si concretizza davanti ai nostri occhi non appena arriviamo al primo check point israeliano. Qui, ogni palestinese subisce 24 ore su 24, in quei “Territori” Occupati che dovrebbero appartenergli, una continua violenza. Deve affrontare un ostacolo non solo fisico, ma soprattutto psicologico, che lo costringe ad umiliarsi attraverso un complesso sistema di permessi preventivi che deve implorare all`esercito occupante. Il permesso di muoversi di esistere e di muoversi sulla propria terra viene sempre piu` spesso negato, senza motivo.

    Padre Raed ci ha raccontato oggi  del dramma che vivono soprattutto le donne palestinesi incinte che, arrivando in ambulanza o con mezzi propri, si trovano sistematicamente bloccate ai check point. In preda ai forti dolori della vicina nascita, si trovano costrette ad affrontare un`assurda burocrazia, che spesso nega loro il permesso di passare, e dunque di raggiungere l`ospedale. Per questa ragione non hanno alcuna alternativa se non quella di partorire sul posto, in strada, sotto gli occhi di tutti. Le conseguenze drammatiche sono sempre piu` frequenti: complicazioni del parto e talvolta la morte del bimbo.

    Padre Raed ci ha spiegato come solamente nei dintorni di Taybeh lo scorso anno ci siano stati 76 parti ai posti di blocco, 23 dei quali conclusisi tragicamente. Tutti questi fatti ci sono stati confermati da suor Donatella, che lavora al Caritas Baby Hospital di Betlemme, un ospedale pediatrico che si ritrova oggi soffocato dal muro dell`apartheid e nonostante incredibili difficolta` accoglie senza alcun tipo di discriminazione  religiosa o etnica bambini affetti da patologie dell’apparato gastrointestinale e respiratorio.

     

    Purtroppo le liberta` che il “sistema dei permessi” nega sono anche altre. Immaginate quale patrimonio costituisca nel nostro Paese una famiglia composta da un medico, una insegnante di informatica, un laureando in business management e un falegname esperto. A Betlemme accade che una famiglia cosi`composta, sia costretta a sopravvivere sulla produzione domestica di piccoli souvenir in legno di ulivo, realizzati sotto la guida del capo famiglia. E` questo il caso della famiglia di Padre Ibrahim, dove dei professionisti non riescono a lavorare nel proprio settore, in quanto impossibilitati ad ottenere il permesso (da rinnovare ogni 3 mesi!) necessario per andare a lavorare a Gerusalemme. “Il permesso viene negato ad ogni palestinese che voglia andare nella capitale alla ricerca di un impiego – spiega George, ex falegname ormai disoccupato da 7 anni. Lo stesso accade a chi vorrebbe coltivare liberamente la propria terra. E’ il caso di un agricoltore di Beit-Jala che ci mostra la sua proprieta’ distrutta dalla costruzione di una by-pass road, strada riservata agli israeliani, che collega gli insediamenti illegalmente costruiti sul territorio palestinese.

     

    Anche la sfera degli affetti viene ridicolizzata e resa insignificante da questa perversa burocrazia. Ad esempio -ci spiega padre Firas, parroco di Aboud- un matrimonio tra una persona arabo-israeliana e una arabo-palestinese e’ oramai raro, perche` e` difficilissimo che la seconda possa ottenere il permesso di raggiungere il proprio coniuge nello stato di Israele e qui prendervi residenza. In molti casi, dunque, queste persone, una volta sposate, non avrebbero il diritto di vivere sotto lo stesso tetto.

    O ancora, ecco la storia della mamma di Loai, ragazzo palestinese di 20 anni che abbiamo incontrato nel campo profughi di Dheisheh. Ella ci racconta di come, pur essendo nata lei stessa nel campo, ancora speri di poter far ritorno al villaggio originario della sua famiglia. Da li`, i suoi parenti sono stati cacciati nel 1948 dalla pulizia etnica della Nakba (che in arabo significa catastrofe).  

     

    Permesso di nascere e permesso di lavorare.

    Permesso di muoversi e permesso di volersi bene.

    Permesso di rientrare a casa propria alla sera e di ritornare al proprio villaggio e alle proprie radici…

    Se non fosse per questa nostra “illegale” presenza di peacebuilding nei Territori Occupati, senza il permesso dell`autorità occupante, ci verrebbe da dover coinvolgere anche voi,

    chiedendovi il permesso…

    di leggerci!

     

    Aboud, 22 ottobre 2007

     

    Tutti a Raccolta 2008 – Pax Christi Italia

    Per contattare direttamente gli internazionali in Palestina: 00972 543176361

     

     

     

    October 11

    3id al fetr al mubarak a3adaho allah 3alaikom belkhair wal yomn wal barakat..

     
    Allahumma takabbal seyamana wa salatana
    wa e3'fer lana zunubana wa sabbetna 3ala el iman
    wa din al Islam,
    ya Arham el Rahemin!!